Accetta la povertà del tuo spirito

 

di Enrico Loria

 

Anche questa mattina mi sono svegliato, e mi sono sentito povero. Lo so, è il frutto di questi anni di meditazione. Mi capita spesso di sentirmi così, ma non è una brutta sensazione. Sono povero, perché ho perso molto del mio ego, e mi sto dirigendo sempre più nel profondo del mio centro interiore, alla ricerca dell’unica cosa che oramai conta per me.

Mi sono sentito povero di salute. Non che ora possa lamentarmi di qualche grave malattia, ma ho percepito la precarietà del mio corpo, così impermanente, così provvisorio da lasciarmi senza parole. Ho pensato a coloro che soffrono per un male incurabile, che oramai sono costretti a rendersi conto di quest’impermanenza, magari all’improvviso, senza essere preparati ad elaborare l’idea, senza che siano pronti ad accettare il significato della notte che hanno davanti. Per tutti loro ho sentito il desiderio di pregare, e di stare loro vicino con il mio pensiero. Lo so, può sembrare assurdo, ma il loro male è un dono d’amore che arriva a comunicare qualcosa. Più che combattere con rabbia, sarebbe utile fermarsi a capire, a meditare, per scoprire la novità che quel male è arrivato ad annunciare.

Mi sono sentito povero d’affetti. Perché arriva il momento nella vita che anche gli attaccamenti alle persone sono un limite alla propria crescita, ed allora per continuare il viaggio nel sentiero profondo che porta al proprio centro, é necessario sapere abbandonare la gratificazione che deriva del sentirsi importanti per qualcuno: bisogna accettare di andare da soli, in compagni di se stessi, in compagnia della parte più profonda del proprio essere.

Ho pensato a coloro che soffrono per la perdita di una persona cara, che non riescono a dare un senso a tale perdita. Ho sentito il desiderio di pregare per tutti loro, e di stare vicino col mio pensiero. Anche per loro, la prova arriva per aprire una porta nuova, una porta che però può non essere stata richiesta, e che magari arriva a rompere un equilibrio sul quale ci si era consolidati, pensando che potesse essere per sempre. In realtà ognuno arriva su questa terra con un cammino suo, con una strada da percorrere, e questa strada per un periodo può essere stata la stessa tua strada. E ciò ha fatto sì che tu ti legassi.

Anche questo dolore, quello della perdita dell’affetto, arriva come un dono d’amore, venuto da te per annunciare qualcosa. Fai il possibile per capire, perché ciò può aiutarti a superare la tristezza.

 

Mi sono sentito povero di cose materiali, che da tempo non desidero più, e che non mi danno più nessuna particolare emozione. Ho pensato a coloro che soffrono di fame, e che non anno il necessario per vivere. Non ho davvero parole per loro, se non la mia preghiera perché tutti noi possiamo cambiare vita, per condividere le cose che Dio ci ha dato.

Mi sono sentito povero di conoscenza. Sono consapevole di essere inserito in una realtà così complessa e articolata, che devo dipendere da tutto e da tutti per andare avanti nella vita quotidiana. So di dover confrontarmi con qualcuno, ogni giorno, per gestire la complessità di questa esistenza che mi ritrovo a sbarcare ogni giorno. So che la povertà di conoscenza è bella da accettare, perché ti fa sentire di nuovo come un bambino, che non può che affidarsi al padre, per potere andare avanti.

Mi sono sentito povero, apatico, senza particolari desideri, senza una certezza, se non quella che dentro di me vive uno spirito vivificante, che mi conduce nella vita quotidiana. Ho sentito che dentro me c’era una forza silenziosa che mi dirige in avanti senza sosta, così come l’aratro solca la terra del campo passo passo, lentamente, ed inesorabilmente. Ogni persona che incontro, ogni situazione che mi ritrovo a vivere, sono momenti che il signore mi mette davanti, in modo non certo casuale.

 

Caro amico o amica, che stai leggendo queste righe, a te ora mi rivolgo, per dirti che se ora stai soffrendo, stai ricevendo un dono, quello di avere l’occasione per accettare la tua povertà, quella che ti deriva dall’avere perso qualcosa di importante, che magari era la cosa più importante che avevi. Stai affrontando la prova, che non durerà per un tempo eccessivo.

Se saprai perseverare nella meditazione e nella preghiera fedele, rinunciando alle gratificazioni provvisorie, avrai un dono ben maggiore, così come Gesù ci ha insegnato. E questo dono è lì che ti aspetta, dietro l’angolo, qui su questa terra.

Anche questa mattina mi sono svegliato e mi sono sentito povero. Ho ripetuto dentro il mio cuore, nel silenzio della mia stanza: “Signore Gesù abbi pietà di me”, e mi sono anche oggi affidato a lui, perché anche oggi guidasse la mia vita per condurla da te, Padre mio.